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Consigli per invecchiare bene
L'invecchiamento è una parte inevitabile della vita, ma il modo in cui si invecchia è profondamente influenzato dalle scelte di vita.
Dall’attività fisica all’impegno sociale, agire su diversi aspetti può migliorare significativamente la qualità del processo di invecchiamento.
Attività fisica regolare
Con l’avanzare dell’età, rimanere attivi è fondamentale per invecchiare bene, poiché aiuta a mantenere forza, flessibilità e resistenza, essenziali per l’indipendenza e la mobilità. L’attività fisica regolare aiuta a gestire il peso, rinforza il cuore e riduce il rischio di malattie croniche come diabete e malattie cardiache. Inoltre, contribuisce positivamente alla salute mentale, alleviando i sintomi di depressione e ansia. È consigliabile puntare ad almeno 150 minuti di attività aerobica moderata o 75 minuti di attività vigorosa a settimana, integrando esercizi di rafforzamento muscolare in due o più giorni. Attività come camminata, nuoto e yoga sono particolarmente utili per il benessere delle articolazioni.
Alimentazione equilibrata
L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nel modo in cui si invecchia bene. Seguire una dieta equilibrata, ricca di nutrienti essenziali, aiuta ad “allontanare” le malattie, mantenere i livelli di energia e supportare l’acutezza mentale. È consigliabile privilegiare frutta e verdura, proteine magre come latte, yogurt a ridotto contenuto di grassi, legumi, uova, pesce e carne, in particolare magra e bianca, e cereali integrali nella dieta. È importante anche ridurre l’apporto di grassi, preferendo quelli più ricchi di acidi grassi mono e polinsaturi, diminuire l’assunzione di sale e zucchero e mantenere una buona idratazione. Con il naturale rallentamento del metabolismo per via dell’età, è opportuno prestare attenzione alle dimensioni delle porzioni per invecchiare bene e evitare l’aumento di peso e i relativi problemi di salute.
Stimolazione mentale
Tenere la mente allenata è fondamentale tanto quanto la forma fisica. Impegnarsi in attività che sfidano le capacità cognitive può aiutare a mantenere la memoria, il ragionamento e le capacità di elaborazione. Tra queste attività si possono annoverare i puzzle, la lettura, l’apprendimento di una nuova lingua o suonare strumenti musicali.
Anche le interazioni sociali stimolano il cervello. Una semplice conversazione può coinvolgere diverse aree cerebrali, potenziando la riserva cognitiva e riducendo il rischio di declino cognitivo.
Sonno adeguato
Un sonno di qualità è fondamentale a qualsiasi età e diventa ancora più importante per invecchiare bene. Il sonno consente all’organismo di riparare e rinnovare varie componenti cellulari essenziali per le funzioni fisiologiche, consumate nel corso della giornata, e contribuisce a consolidare la memoria. Inoltre, un riposo insufficiente è stato correlato a un maggior rischio di malattie croniche. Si dovrebbe puntare a 7-9 ore di sonno di qualità per notte. Mantenere un programma di sonno regolare, creare un ambiente confortevole e ordinato, e evitare caffeina e dispositivi elettronici prima di andare a letto può aiutare a migliorare la qualità del riposo notturno.
Impegno sociale
L’isolamento può essere un problema significativo per gli adulti in età avanzata, ma rimanere socialmente attivi può aiutare a combatterlo. Mantenere relazioni e crearne di nuove può migliorare l’umore e offrire supporto. Impegnarsi per la comunità o in attività di volontariato può anche fornire uno scopo e senso di appartenenza.
Partecipare ad attività organizzate nei centri sociali del territorio o semplicemente incontrarsi regolarmente con amici e familiari, in generale ogni interazione può contribuire significativamente al benessere psicologico e alla longevità.
Allergie: aspetti generali
Le allergie, condizioni di salute diffusa che colpisce milioni di persone in tutto il mondo, sono essenzialmente "errori’" del sistema immunitario.
Il corpo, infatti, identifica erroneamente una sostanza innocua (allergene) come una minaccia, a cui risponde con una reazione esagerata e abnorme del sistema immunitario. Questa risposta può causare sintomi che vanno da lievi, come starnuti e prurito, orticaria ecc. a gravi, come l’anafilassi, una condizione potenzialmente letale.
Meccanismo d’azione
1. Risposta immunitaria
Il ruolo principale del sistema immunitario è difendere l’organismo da infezioni e malattie. In alcune condizioni, questo sistema tratta erroneamente come ‘invasori’ sostanze inoffensive, innescando una risposta immunitaria anomala. Le cellule immunitarie coinvolte, in particolare i linfociti B, producono anticorpi chiamati Immunoglobuline E (IgE). Questi anticorpi sono specifici per l'allergene e sono centrali nella risposta allergica.
2. Sensibilizzazione
La sensibilizzazione è la fase iniziale di una malattia allergica durante la quale l’esposizione ad un allergene induce il sistema immunitario a produrre anticorpi IgE. Questa fase è cruciale perché senza sensibilizzazione, i tipici sintomi allergici non si verificheranno durante le esposizioni successive.
3. Reazione allergica
Alla ri-esposizione all’allergene, gli anticorpi IgE lo riconoscono e segnalano alle cellule immunitarie di rilasciare vari mediatori chimici (degranulazione), tra cui l’istamina. L’istamina e altre sostanze sono responsabili dei vari sintomi di una reazione allergica, come il rossore, gonfiore, prurito e modifiche delle secrezioni e del tono della muscolatura liscia.
Anche le interazioni sociali stimolano il cervello. Una semplice conversazione può coinvolgere diverse aree cerebrali, potenziando la riserva cognitiva e riducendo il rischio di declino cognitivo.
4. Cascata infiammatoria:
Il rilascio di istamina porta a una risposta infiammatoria, una cascata di eventi che coinvolge varie cellule e messaggeri chimici. Questa risposta aumenta il flusso sanguigno e il reclutamento di altri tipi di cellule immunitarie (eosinofili, neutrofili ecc..) nell’area interessata. Questo può perpetuare l’infiammazione e aggravare la sintomatologia allergica.
5. Infiammazione cronica:
In alcuni casi, l’esposizione continua agli allergeni può portare a un’infiammazione cronica, dove la risposta immunitaria rimane perpetuamente attiva. Questo può causare danni ai tessuti a lungo termine ed esacerbare i sintomi, come si può osservare in condizioni come l’asma cronica o la rinite allergica perenne.
Partecipare ad attività organizzate nei centri sociali del territorio o semplicemente incontrarsi regolarmente con amici e familiari, in generale ogni interazione può contribuire significativamente al benessere psicologico e alla longevità.
Tipi
Esistono diversi tipi di reazioni, classificate principalmente in base alla sostanza che le scatena o al modo in cui le persone vengono esposte a esse.
- Allergie stagionali (Febbre da Fieno): causate da allergeni presenti nell’aria in certi periodi dell’anno, come polline di alberi e piante erbacee. I sintomi includono starnuti, congestione nasale, prurito agli occhi e lacrimazione.
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Allergie alimentari: le reazioni possono variare da un lieve prurito ed eruzioni cutanee ad una grave anafilassi e sono causate da specifiche proteine presenti in alimenti come arachidi, crostacei, uova, noci, latticini.
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Allergie ai farmaci: risposte ai farmaci, che possono variare da lievi eruzioni cutanee a gravi problemi respiratori. Gli allergeni farmaci comuni includono antibiotici, aspirina e farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).
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Allergie da puntura di insetti: reazioni al veleno da punture o morsi di insetti come api o vespe. Le reazioni possono variare da lievi a severe, incluse reazioni anafilattiche che richiedono intervento medico immediato.
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Allergie agli animali: tipicamente scatenate dalle proteine presenti nella pelle, nell’urina o nella saliva degli animali domestici (come cani e gatti).
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Allergie alla muffa: causate dalle spore fungine, che possono portare a sintomi respiratori (rinite e asma).
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Allergie agli acari della polvere: reazione agli acari della polvere, piccoli organismi che vivono nelle case. I sintomi possono includere starnuti, congestione nasale, irritazione degli occhi e tosse.
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Allergie da contatto: queste intolleranze si verificano quando la pelle entra in contatto diretto con sostanze allergeniche, come il nichel, alcuni profumi o il lattice. Possono causare dermatiti, prurito e arrossamento della pelle.
Fattori che influenzano le allergie
Le allergie sono condizioni complesse influenzate da una rete di fattori genetici, ambientali, immunitari, di stile di vita e psicologici.
Le allergie colpiscono milioni di persone in tutto il mondo, manifestandosi in diverse forme, come allergie stagionali, alimentari e reazioni allergiche a farmaci o sostanze ambientali. È importante cercare sollievo dalle allergie per gestire questi sintomi.
Sebbene i trigger specifici possano variare ampiamente, i fattori sottostanti che le influenzano sono interconnessi attraverso la genetica, l’esposizione ambientale, l’efficienza del sistema immunitario, lo stile di vita e gli aspetti psicologici.
Genetica
La genetica gioca un ruolo cruciale nel determinare chi può sviluppare allergie. La ricerca dimostra che se un genitore ha allergie, il figlio ha una probabilità significativamente maggiore di soffrirne, e questa probabilità aumenta ulteriormente se entrambi i genitori sono allergici. Esiste una complessa associazione tra specifici geni e la possibilità di sviluppare condizioni come asma, eczema e febbre da fieno. Sebbene la predisposizione genetica non garantisca lo sviluppo di allergie, essa prepara il terreno per possibili risposte allergiche e la ricerca di sollievo dalle allergie.
Esposizione ambientale
L’ambiente è ricco di sostanze allergeniche come polline, spore di muffa, forfora di animali domestici e acari della polvere.
Il riscaldamento globale, unito a fenomeni locali come lo sviluppo urbano che porta edifici e infrastrutture a trattenere e rilasciare il calore solare, ha un impatto diretto sulle tempistiche delle fioriture, alterando così il ritmo abituale delle stagioni. Questo può far sì che i pollini, tradizionalmente presenti in primavera, inizino a diffondersi nell’aria già alla fine dell’inverno. Di conseguenza, le stagioni dedicate alla pollinazione possono estendersi o ridursi, provocando reazioni allergiche anche in periodi atipici.
I cambiamenti climatici influenzano poi la quantità di vegetazione e la produzione di polline, nonché la durata delle stagioni polliniche, intensificando l’esposizione ai pollini e, quindi, incrementando il rischio di sviluppare allergie.
Disregolazione del sistema immunitario
Il ruolo principale del sistema immunitario è difendere l’organismo da patogeni. Tuttavia, nelle persone con allergie, questo sistema identifica erroneamente sostanze innocue come minacce, innescando una reazione eccessiva. Questa disregolazione può essere dovuta a fattori genetici, esposizione precoce agli allergeni o persino alla mancanza di esposizione a ambienti microbici (‘’l’ipotesi dell’igiene”), che suggerisce che ambienti eccessivamente sterili possono sopprimere lo sviluppo normale del sistema immunitario.
Riguardo quest’ultima teoria occorre precisare che sebbene l’esposizione precoce a microrganismi possa avere un impatto nella formazione del sistema immunitario, non ci sono ancora prove concrete che suggeriscono che esporre i bambini ai germi sia un metodo efficace per prevenire allergie o malattie autoimmuni.
È cruciale trovare un equilibrio tra mantenere un livello di igiene sufficiente per evitare infezioni e permettere un certo contatto con microrganismi che potrebbero incidere positivamente sullo sviluppo del sistema immunitario.
Stile di vita
Dieta, fumo, esercizio fisico ed esposizione a sostanze irritanti influenzano in modo significativo il funzionamento del sistema immunitario e la sua capacità di gestire gli allergeni. Ad esempio, una dieta povera di antiossidanti e acidi grassi omega-3 può esacerbare le risposte infiammatorie. Allo stesso modo, il fumo compromette la funzione respiratoria e può aggravare le condizioni allergiche. Il tabagismo, sia attivo che passivo, aumenta il rischio e la gravità dell’asma, che spesso coesiste con altre allergie. È quindi importante adottare stili di vita sani per cercare sollievo dalle allergie.
Fattori psicologici ed emotivi
Lo stress e il benessere emotivo sono fondamentali nella gestione delle allergie. Lo stress può causare alterazioni ormonali, attivando processi infiammatori e compromettendo la risposta immunitaria. Il suo effetto cronico può indebolire il sistema immunitario, rendendo il corpo più suscettibile a reazioni allergiche e aggravando i sintomi. Questo crea un ciclo in cui stress e allergie si rinforzano a vicenda.
Adottare un approccio olistico per gestire questi fattori può contribuire a ridurre l’impatto delle allergie e migliorare la qualità della vita di chi ne soffre, facilitando così la ricerca di sollievo dalle allergie.
Gestire le allergie
Le allergie possono scatenare reazioni evidenti, destabilizzanti e fastidiose con sintomi che variano da lievi irritazioni a reazioni gravi e potenzialmente letali.
Fortunatamente, con le giuste strategie, la maggior parte delle persone può gestire le allergie in modo efficace, consentendo loro di condurre una vita normale e attiva.
Identifica ed evita i trigger
Il primo passo nella gestione delle allergie è identificare ed evitare il ‘’trigger allergico’’. Gli allergeni più comuni includono il polline, acari della polvere, forfora degli animali domestici, muffe e alcuni alimenti. Comprendendo cosa scatena le proprie reazioni allergiche, permette di prendere misure proattive evitando l’esposizione. Questo potrebbe significare controllare le previsioni del polline e rimanere al chiuso nei giorni con un’elevata concentrazione pollinica, evitare determinati animali domestici o eliminare specifici alimenti dalla dieta ecc..
Controlla l’ambiente in cui vivi
Controllare l’ambiente in cui si vive può ridurre significativamente l’esposizione agli allergeni. È fondamentale mantenere pulito lo spazio abitativo, libero dalla polvere pulendo regolarmente con un aspirapolvere dotato di filtro HEPA (High Efficiency Particulate Air filter) e utilizzando coprimaterassi e cuscini antiacaro. Nelle stagioni ad alto contenuto di polline, mantenere le finestre chiuse e utilizzare l’aria condizionata che aiuta a filtrare il polline. Mantenere un livello di umidità in casa tra 30-50% con un deumidificatore per prevenire la crescita di muffe.
Alimentazione
Integrare nella dieta alimenti noti per le loro proprietà antinfiammatorie può aiutare a gestire le allergie e ridurre la sintomatologia. Alimenti ricchi di omega-3, come pesce, noci e semi di lino, sono fondamentali. Anche frutta e verdura, ricche di antiossidanti, come mele, carote e verdure a foglia verde, possono svolgere un’azione antinfiammatoria. Una dieta equilibrata, ricca di frutta, verdura e cereali integrali, supporta il sistema immunitario.
La vitamina C è un potente antiossidante che può aiutare a combattere l’infiammazione e potenzialmente ridurre i sintomi delle allergie. Alimenti ricchi di vitamina C includono per esempio agrumi, kiwi, fragole, peperoni e broccoli.
Per chi soffre di allergie alimentari, il primo passo è identificare ed evitare gli alimenti che scatenano la reazione allergica. Questo può richiedere un’attenta lettura delle etichette alimentari e, in alcuni casi, la necessità di evitare completamente certe categorie di alimenti, come frutta a guscio, latticini, soia, uova o frutti di mare.
Per coloro che non sono sicuri di quali alimenti possano causare problemi, una dieta di eliminazione può essere utile. Questo approccio comporta la rimozione dalla dieta di alimenti sospetti per un certo periodo di tempo, per poi reintrodurli gradualmente osservandone la reazione dell’organismo. Questo può aiutare a identificare gli alimenti specifici che scatenano reazioni allergiche.
Il ruolo del microbiota intestinale nella modulazione delle risposte immunitarie è ben riconosciuto. I probiotici assunti da alimenti come yogurt, kefir o integrati possono aiutare a rafforzare il sistema immunitario e ridurre potenzialmente la sensibilità alle allergie.
Medicinali
I farmaci da banco e su prescrizione possono essere molto efficaci nel controllare i sintomi delle allergie. Antistaminici, decongestionanti, corticosteroidi da assumere per via orale, nasale, oculare o inalatoria sono comunemente utilizzati. È importante consultare un medico per capire quali farmaci siano più adatti e per discutere eventuali effetti collaterali.
Immunoterapia specifica
L’immunoterapia specifica rappresenta l’unico trattamento capace di alterare il decorso naturale delle allergie. Questo trattamento prevede l’esposizione del corpo a dosi gradualmente crescenti dell’allergene, con l’obiettivo di sviluppare una tolleranza immunitaria e diminuirne la sensibilità. Può essere somministrata tramite iniezioni o compresse sublinguali e richiede generalmente diversi mesi o anni per diventare completamente efficace.
Mantenersi in buona salute
L’esercizio regolare, un sonno adeguato e la gestione dello stress possono rafforzare il sistema immunitario, aiutando a gestire le allergie in modo più efficace. Inoltre, mantenersi idratati e adottare una corretta igiene personale possono ridurre il rischio di aggravare i sintomi.
Casi studio
Scarica i nostri casi studio
1 Caso studio “Approccio integrato per la riduzione del grasso corporeo e il miglioramento dei fastidi articolari in una paziente con anemia sideropenica”
1 Caso studio “Protocollo nutraceutico su una paziente sportiva in premenopausa con stato infiammatorio generalizzato”
1 Caso studio “Protocollo nutrizionale e di integrazione nel miglioramento della composizione corporea in un paziente con iniziale di steatosi epatica”
1 Caso studio “Protocollo per la gestione della dislipidemia e tono dell’umore alterato”
1 Caso studio “Trattamento Integrato in un Paziente uomo con Linfedema e Infiammazione Sistemica”
Approccio nutrizionale e integrato per la gestione della paziente insulino-resistente e in sovrappeso
CASE REPORT: EFFICACIA DI UN NUTRACEUTICO A BASE DI BERGAMOTTO E OPUNTIA NELLA GESTIONE DELL'IPERCOLESTEROLEMIA
Caso studio di uno sportivo con necessità di ricomposizione corporea e risoluzione dell’infiammazione silente
Caso studio test 1
Efficacia dell’estratto di melograno associato a vitamine del gruppo B e vitamina C nella gestione del paziente affetto da affaticamento prolungato a breve termine
Efficacia di un integratore a base bromelina ad alta attività proteolitica come coadiuvante nella gestione del paziente con linfedema
Efficacia di un nutraceutico a base di bergamotto e fico d’India nella gestione del paziente affetto da ipercolesterolemia lieve o moderata & ipertrigliceridemia borderline
Efficacia di un nutraceutico a base di Bergamotto e Fico d’India nella gestione dell'ipercolesterolemia lieve o moderata
Efficacia di un nutraceutico a base di flavonoidi da Citrus e cromo in pazienti con alterata glicemia a digiuno
Efficacia di un nutraceutico a base di flavonoidi da Citrus e cromo in pazienti con alterata glicemia a digiuno
Report 1 caso studio “Effetti dell’integrazione con Flomel Plus su una paziente con problemi di microcircolo localizzato
Report 1 caso studio “Effetti di NutraMet fibra e Redulen glicemia in una paziente disglicemica politrattata”
Report 1 caso studio “Gestione della dislipidemia e pesantezza degli arti inferiori in una paziente in menopausa”
Report 1 caso studio “Gestione di un soggetto monorene con ipercolesterolemia”
Report 1 caso studio “Gestione nutrizionale della disglicemia con relativo stato di affaticamento prolungato”
Report 1 caso studio “Gestione nutrizionale di una paziente con obesità di grado III e disglicemia”
Report 1 caso studio “L’uso di Improve vitamina D in una paziente con Tiroidite di Hashimoto”
Report 1 caso studio “L’uso di Redulen glicemia nello sportivo per favorire lo shift da massa grassa a massa muscolare”
Report 1 caso studio “Redulen glicemia di supporto al trattamento farmacologico del T2DM”
Report 1 caso studio su lipedema: alimentazione, attività fisica e integrazione specifica
Report 1 caso studio su una paziente in menopausa affetta da ipercolesterolemia
Report 10 casi studio “Redulen colesterolo”
Report 12 casi studio “Improve Energia nella gestione del paziente affetto da affaticamento prolungato a breve termine”
Report 18 casi studio “Protocollo NutraMet fibra e Entelis nella regolarizzazione dell’alvo e nella gestione della disbiosi intestinale”
Report 19 casi studio “Protocollo Flomel”
Report 2 casi studio “Approccio integrato con il protocollo Flomel per la gestione della ritenzione idrica in donne allergiche e asmatiche”
Report 2 casi studio “Intervento integrativo con Redulen colesterolo per la gestione del sovrappeso e della dislipidemia”
Report 2 casi studio “Redulen colesterolo”
Report 2 casi studio “Stanchezza di diversa natura”
Report 20 casi studio “Improve Energia per il trattamento dell’astenia prolungata”
Report 25 casi studio “Efficacia di un’integrazione con Improve Magnesio in pazienti con crampi e disturbi del riposo notturno”
Report 27 casi studio “Redulen colesterolo per la gestione dell’ipercolesterolemia lieve-moderata e basso rischio cardiovascolare”
Report 3 casi studio “Redulen glicemia di supporto alla disglicemia di tre pazienti”
Report 4 casi studio “Effetti di un'integrazione con NutraMet Fibra su pazienti con alvo alterno”
Report 4 casi studio “Protocollo integrato per la gestione di stipsi funzionale e inestetismi cutanei”
Report 4 casi studio Redulen glicemia
Report 44 casi studio “Protocollo integrato per la gestione degli inestetismi cutanei di supporto al calo ponderale”
Report 5 casi studio “La linea Flomel a supporto di tutte le necessità dei pazienti”
Report 6 casi studio “Protocollo Flomel dei 100 giorni
Report 6 casi studio Redulen colesterolo
Report 7 casi studio “Protocollo Flomel 500 e Flomel Plus”
Report 8 casi studio “Gestione dell’astenia moderata e clinicamente significativa in un pool eterogeneo di pazienti
Report 9 casi studio “Redulen colesterolo agisce in maniera specifica su tutto il pannello lipidico”
Report 9 casi studio “Redulen glicemia”
Report Aquilea - 8 casi studio-Gestione dell’astenia moderata e clinicamente significativa in un pool eterogeneo di pazienti
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